Opere della maturità

( In questa sezione sono escluse le opere di Tomaso da Modena eseguite a Treviso, queste infatti saranno trattate nell'apposita sezione)

Dittico.
Tempera su tavola
cm. 103 x 52 le tavole inferiori; cm. 58 x 52 le cuspidi.
Karlstein. Castello.

 

Dittico a Karlestein

Nelle cuspidi sono raffigurati due angeli a mezzo busto in posizione frontale, sotto a sinistra la Madonna col Bambino a destra il Cristo Passo; i pilastrini erano tutti raffigurati con figure di santi e angeli musicanti di cui ne rimangono solo otto. Notevoli sono gli  influssi senesi nella Madonna che hanno fatto pensare che Tomaso avesse compiuto qualche viaggio in Toscana (cfr.: Coletti pp. 53-54). Sulla datazione non tutti gli studiosi concordano, c’è chi pensa sia di poco posteriore al trittico, chi invece opta per una datazione anteriore, comunque tra il 1353 e il 1360. Sul sepolcro del Cristo Passo compare la firma dell’artista, elemento assai importante perché pochissime sono le opere sottoscritte da Tomaso:

THOMAS D. MUTINA FECIT.

Importante perché una delle poche opere sottoscritte da Tomaso.
E’ databile, secondo i critici, in un periodo di poco posteriore al trittico. Notevoli sono gli influssi senesi nella Madonna.

Trittico.
Tempera su Tavola, cm. 79 x 54 la tavola centrale; cm. 79 x 44 le tavole laterali.
Karlstein. Cappella della Croce.

Trittico a Karlestein

Nel trittico, collocato nella Cappella della Croce a Karlstein, sono rappresentati a sinistra San Venceslao, al centro la Madonna col Bambino, a destra San Palmazio. Le tavole hanno subìto diverse manomissioni, che fortunatamente non hanno intaccato il corpo delle varie figure, ma le aureole e lo sfondo, ove evidente compare lo stemma del Regno di Boemia con l’aquila e il leone rampante. A lungo si è discusso se Tomaso fosse mai andato in Boemia, gli studiosi ormai concordano tutti nel ritenere che l'artista mai vi si recò e che il trittico fu spedito in Boemia, testimonianza di ciò è anche il copricapo di San Venceslao che non ha nulla a che fare con la corona dei re di Boemia, piuttosto ricorda il corno dogale. Per la maggior parte degli studiosi il Trittico è da datare all’incirca al 1355 (cfr.: Gibbs  p. 127: data il Trittico  intorno al 1358-1365).
Sotto la raffigurazione della Madonna compare una scritta che, per via della sottoscrizione dell'artista, ha fatto tanto discutere sulla sua origine:

"QUIS OPUS HOC FINXIT. THOMAS DE MUTINA PINXIT. QUALE VIDES LECTOR BARISINI FILIUS AUTOR"

Ala di dittico (o trittico).
Tempera su tavola, cm. 45 x 24.
Verona. Museo di Castelvecchio, n. 2134.

Ala di dittico

Sono raffigurati nella cuspide l’arcangelo Gabriele, nella parte inferiore San Giacomo e Sant’Antonio da Padova, che poggia la sua mano sulla testa di una clarissa inginocchiata ai suoi piedi, la quale porge al santo un reliquario.
Da datare secondo gli studiosi alla fine del periodo trevigiano, tra il 1358-60, per alcune somiglianze con le tavole di Karlstein.